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Silvia Albertazzi, per ALIAS, il manifesto, su Siang Lu

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 1 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Ci parla di frode culturale, anzi di una molteplicità di truffe culturali "iperbolicamente architettate" il romanzo dell'autore di origine malese Siang Lu, Le città impossibili, storia ambientata nel "fantasmatico settore immobiliare cinese (...) tra Sidney e una fittizia ghost city cinese", e condotta lungo due trame parallele e alternate.


L'affresco di un orizzonte surreale, fantasmagorico e assurdo è anche l'occasione per una critica sociale e culturale arguta, a tratti satirica, tanto del capitalismo cinese quanto dell'industria cinematografica occidentale.


Traduzione di Eva Allione per Carbonio.


Recensione integrale:


 
 
 

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