Fabrizio d'Esposito, per il Fatto Quotidiano, su Paolo Scardanelli
- Costanza Ciminelli
- 21 feb
- Tempo di lettura: 1 min
Vendetta e giustizia: dove manchi la seconda, la prima può trovare le sue ragioni.
Ma c'è anche l’etica, che nel caso di Belletti, il commissario, si traduce in una ferma opposizione al male.
Il critico parla di "senso del dovere", ma forse c'è un principio più profondo - il dolore, ha suggerisce l'autore in un altro suo celebre testo - a muovere il protagonista in un'ardua battaglia contro il destino. Votata al fallimento, se con Josef Kappler, collega del commissario: “L’ideale, cari i miei amici, è solo l’illusione per provare a sfuggire al nostro destino. (...). Pensate a questo caso: ideale e vendetta vanno a braccetto."
Al lettore scoprire fino a quando.
Recensione qui:
Maggiori informazioni:



Commenti