Lydie Salvayre incontra i lettori al Festivaletteratura, la presenta Lella Costa
- Costanza Ciminelli
- 9 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Cosa plasma la prosa di una scrittrice del calibro di Lydie Salvayre, nata da genitori spagnoli sfuggiti al franchismo, già vincitrice del Prix Goncourt con "un romanzo di irriducibile bellezza" come Non piangere, e autrice di altrettanti gioielli annoverati tra i tesori della letteratura contemporanea (da La compagnia degli spettri a La conferenza, passando per il caustico pamphlet Contro)?
Forse un'arte cresciuta tra le pagine di scrittrici come Colette, Emily Brontë, Virginia Woolf, Djuna Barnes, Marina Cvetaeva, Ingeborg Bachmann e Sylvia Plath, le cui vite fragili e scandalose continuano ora a sussurrare, ora a gridare negli intimi ritratti che la narratrice francese ha dedicato loro in Sette donne, lasciando a ogni lettura tracce indelebili di profonda disperazione e gioiosa ribellione.
Lella Costa la incontra al Festival della Letteratura di Mantova.
Pubblicata in Italia da Prehistorica, l'unica casa editrice dedicata esclusivamente alla letteratura francese.
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