Luca Scarlini, per ALIAS, su Auguste de Villiers de l'Isle-Adam
- Costanza Ciminelli
- 8 feb
- Tempo di lettura: 1 min
Avvincente la storia editoriale ricostruita da Scarlini per il suo mirabile saggio di critica letteraria. Del resto, è mirabile il testo che ne è oggetto, entro un quadro culturale, letterario e iconico di particolare intensità, nel quale Auguste de Villiers de L’Isle Adam ebbe il ruolo di creare un paradigma, quello del racconto, destinato a larga fortuna. In Italia, prima della nuova, recente edizione proposta da Carbonio Editore che spicca per l'efficacia espressiva della traduzione di Bruno Nacci che ne è anche curatore, I racconti crudeli hanno già avuto numerose versioni, tra le quali quella di Camillo Sbarbaro per Bompiani, quella di Maurizio Cucchi per Editori Riuniti, con una pungente prefazione di Mario Luzi, e quella di Giuseppe Montesano per i tipi di Frassinelli.
La raccolta è ricca di motivi e sfumature, in un ordito narrativo a due fili: quello sentimentale e quello satirico, più intenso e riuscito, anche perché, osserva il critico, "Villiers amava fare a pezzi le aspettative borghesi, mettere in luce l’ipocrisia come elemento primario di un’epoca, giocare con i miti di prosperità e progresso dell’epoca di Napoleone III, che nel 1871 concludeva la sua esistenza in esilio in Gran Bretagna, dopo la disfatta con i prussiani."
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