Luca Crescenzi, per ALIAS, il manifesto, su Ludwig Tieck
- Costanza Ciminelli
- 21 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Il magnifico testo di Crescenzi si apre con un affresco storico-letterario che colloca il capolavoro di Tieck nella congerie tardo-romantica e ne contestualizza alcuni caratteri.
Il romanticismo tedesco non si è affatto concluso negli anni Quaranta dell'Ottocento, come a lungo la storiografia ha erroneamente indicato, ma si è evoluto in forme nuove lungo tutto il secolo, con diramazioni e una ricca mitopoiesi nella filosofia di Schopenhauer, ad esempio, e nel teatro musicale wagneriano.
Di Ludwig Tieck, già riconosciuto dai coevi come "il più autentico monumento vivente della storia della letteratura tedesca", il critico osserva le "secchiate di raffinato umorismo".
A Carbonio il merito, e il coraggio, di averne fatto conoscere al pubblico italiano Il superfluo della vita, "una delle [sue] più notevoli novelle".
Impeccabile, inoltre, la scelta della traduzione, affidata all'eccellente curatela di Paola Capriolo.
Recensione integrale qui:
Ulteriori informazioni sul romanzo e sull'autore:



Commenti