Laura Bianchi, per Mescalina, su Julia Deck
- Costanza Ciminelli
- 28 giu 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Eva è un’urbanista parigina che lavora attorno alla nozione di "spazio incerto" che coltiva sul balcone del suo appartamento. Col marito Charles, professore universitario afflitto da depressione e che vive rinchiuso sedato nella sua camera, decide di lasciare Parigi per prendere casa in un ecoquartiere di periferia. Ma ecco che una settimana dopo essersi insediati, compaiono i classici vicini da incubo, i Lecoq, e in breve tempo la parvenza idilliaca degenera in dramma.
Ironia e cinismo attraversano le pagine del nuovo noir dell'autrice francese, creando un quadro iperrealista della nostra epoca, che Bianchi ci aiuta a contestualizzare con divertita minuzia: "Conoscete i bobos? Sono gli abitanti di Parigi, borghesi e al contempo alternativi (bohémien, appunto), l'equivalente del dispregiativo radical chic italiano".
Julia Deck descrive con acribia uno spazio umano e sociale, ma anche una dimensione psicologica di frustrazione e alienazione, anche per questo spicca la scelta della casa editrice, "la coraggiosa Prehistorica Editore" sostenuta dalla "brillante e orgogliosa (leggere l'ultima pagina del volume) traduzione di Lorenza Di Lella e Francesca Scala.
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