Gennaro Fucile, per Quaderni d'altri tempi, su Villiers de l’Isle-Adam
- Costanza Ciminelli
- 28 apr
- Tempo di lettura: 1 min
Una riflessione acuta e dolente su una vicenda editoriale, qui dico del "mio" editore Carbonio, a partire dall'ennesimo titolo di pregio selezionato per Origine, una delle sue collane più belle.
Fucile richiama l'usuale cura prestata da Carbonio anche per questa edizione dei Racconti crudeli, ritradotti da un autentico specialista di letteratura francese qual è Bruno Nacci. Ventotto racconti in origine pubblicati su rivista, dal 1867, e quindi raccolti in volume, nel 1883, e conosciuti in Italia in modo frammentario e discontinuo, grazie a diverse precedenti edizioni, integrali o parziali. Grazie a Carbonio, la proposta di una nuova edizione che si ponga come nuovo riferimento e infatti ospitata dalla raffinata collana Origine, già forte di autori di altissimo profilo come i fratelli Strugackij, Broch, Hedayat, Lenau, Strindberg, nonché Flaubert e Maupassant, curati proprio da Nacci.
"È un volume a cui spetta anche l’ingrato compito di dover fare da canto del cigno della casa editrice editore creata da Fabio Laneri e Fortunata De Martinis nel 2016 con l’intento di puntare unicamente sulla qualità e la cura dei propri prodotti, tenendosi alla larga dalla logica del best-sellers di stagione, dell’instant book e di altre scelte editoriali che ammorbano l’aria già pesante che si respira nel panorama culturale italiano. Carbonio ha chiuso i battenti, sconfitto dall’impermeabilità del mercato italiano alle proposte serie e intelligenti".
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