Gabriele Ottaviani, per Convenzionali, su J.-K. Huysmans
- Costanza Ciminelli
- 25 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 26 feb
Se l'essenza della modernità è nella negazione e nella penuria di ciò che parrebbe essenziale alla vita, è chiaro, ci spiega Ottaviani, come Marthe, storia di una prostituta sia così attuale: "Non c’è redenzione, non c’è salvezza, non c’è perdono, non c’è liberazione, non c’è assoluzione, non c’è speranza, riscatto, promessa, merito, moralismo".
Che cosa resta, dunque?
Anzitutto, un romanzo "travolgente e leggibilissimo".
Perché l'autore che "ha insegnato al mondo come andare À rebours", ci parla, in questo romanzo, con "voce limpida e schietta, già matura [che] ha il respiro epico del classico, perché racconta una storia appassionata e appassionante, tradotta in modo sontuoso e magistrale da Filippo D’Angelo, anche mirabile postfatore".
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