Francesco Musolino, per Libero, su Pierre Jourde
- Costanza Ciminelli
- 7 gen
- Tempo di lettura: 1 min
La montagna è un rifugio, a volte. Più spesso un'esperienza estrema, uno spazio liminale, persino "un cuore vuoto", come nel caso dell'Alvernia, aspra regione francese che non concede riparo, "il cui paesaggio non si offre allo sguardo: lo trattiene".
Da un autore "scomodo e controcorrente", un romanzo filosofico intenso, che fa dell'ambiente dirupato una geografia umana, una riflessione antropologica su un luogo spoglio, lungo un interminabile inverno.
Nulla di conciliante in questo "trattato poetico sull'esilio interiore", e tuttavia profondità e ironia inondano il testo di nivea bellezza.
Pubblicato in Italia da Prehistorica Editore, con la traduzione di Silvia Turato.
Recensione integrale (scansione):
https://www.prehistoricaeditore.it/download.php?id=VTJGc2RHVmtYMThEV1UwYkE1bWNHTXI3djBGd2VvTGVHM1FqeFRUbktEUT0=
Maggiori informazioni sul testo e sull'autore:



Commenti