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Fabio Sironi, per Corriere della Sera, su Pierre Jourde

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 31 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

La montagna può essere aspra e fredda, come nel caso dell'Alvernia, ma non è matrigna. In questo viaggio non solo sentimentale, Pierre Jourde accompagna il lettore lungo un'intima interrogazione che non cerca riparo, ma la verità brulla dei luoghi e dell'anima, quando spogliati da ogni retorica conciliante, da ogni sentimentalismo.

Qualcosa resta, in questo esilio interiore, anche solo la possibilità della solidarietà umana, del ricordo, della bellezza radicale della natura.

Dalla montagna perduta è tradotto da Silvia Turato per Prehistorica Editore.


Recensione integrale (scansione):


Maggiori informazioni sul testo e sull'autore:


 
 
 

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