Eleonora Ciaffoloni, per L'Identità, su Cameron Stewart
- Costanza Ciminelli
- 14 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Prima la storia: Ingvar ha perso tutto: casa, famiglia, direzione. Soprattutto, l'amata figlia, morta in un incidente. Da tre anni, senza sosta, erra nelle zone più selvagge del suo paese, l'Australia, lontano dalle strade battute, nutrendosi di ciò che trova e annotando pensieri su un taccuino. Giunto in una remota valle tropicale, trova rifugio presso la dimora di Hilda, anziana vedova indurita dalla vita e dall'ambiente ma capace di grande umanità. Le due anime, fragili ma generose, si daranno aiuto e conforto anche nel silenzio, la comunità farà il resto.
Ciaffoloni osserva come il romanzo mostri la sua forza nella scrittura, fatta di silenzi, dettagli intimi e violenza: delle emozioni e della natura che "non è sfondo, ma organismo vivente, giudice, spettatore e compagno".
"La prosa è asciutta ma poetica (...) capace di unire introspezione e tensione narrativa".
Con questo potente romanzo intimista Cameron Stewart è al suo esordio, che Ciaffoloni definisce "sorprendente", perché l'autore dimostra come persino il dolore più insopportabile possa essere vissuto come un percorso, e come "fermarsi possa essere il primo gesto autentico verso la vita."
Pubblicato in Italia da Carbonio Editore con la traduzione di Barbara Ronca.
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