Luca Bevilacqua, per L'Indice, su Guy de Maupassant
L'attitudine prodigiosa al dettaglio di Balzac, non seconda al suo talento visionario, tributati tanto dalla critica classica, quanto dal maudit Baudelaire, sono un esempio di virtuosismo poliedrico e genio combinatorio proprio di un altro grande maestro (et maudit) delle lettere francesi, Guy de Maupassant. Naturalista e fantasista, audace e tremebondo, stilista sofisticato ed esperto patologo delle infezioni borghesi, anzitutto morali, e per suo fatale destino anche veneree - sarà il malfrancese a decretarne la prematura scomparsa.
La splendida pagina critica di Bevilacqua illumina la precisione geometrica con la quale l'autore delinea i profili, sviluppa l'intreccio, tiene alta la tensione con una logica "impassibile, crudele, corrosiva", con un'ironia "dalle molte gradazioni", ora più indulgente, ora venata di angoscia.
L'eredità è una nuova gemma preziosa offerta al lettore italiano da Carbonio, l'editore ormai noto per le riscoperte eccellenti e le curatele e traduzioni impeccabili, come quella magnifica di Bruno Nacci.
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