Luca Bevilacqua, per L'Indice, su Guy de Maupassant
- Costanza Ciminelli
- 1 mar 2025
- Tempo di lettura: 1 min
L'attitudine prodigiosa al dettaglio di Balzac, non seconda al suo talento visionario, tributati tanto dalla critica classica, quanto dal maudit Baudelaire, sono un esempio di virtuosismo poliedrico e genio combinatorio proprio di un altro grande maestro (et maudit) delle lettere francesi, Guy de Maupassant. Naturalista e fantasista, audace e tremebondo, stilista sofisticato ed esperto patologo delle infezioni borghesi, anzitutto morali, e per suo fatale destino anche veneree - sarà il malfrancese a decretarne la prematura scomparsa.
La splendida pagina critica di Bevilacqua illumina la precisione geometrica con la quale l'autore delinea i profili, sviluppa l'intreccio, tiene alta la tensione con una logica "impassibile, crudele, corrosiva", con un'ironia "dalle molte gradazioni", ora più indulgente, ora venata di angoscia.
L'eredità è una nuova gemma preziosa offerta al lettore italiano da Carbonio, l'editore ormai noto per le riscoperte eccellenti e le curatele e traduzioni impeccabili, come quella magnifica di Bruno Nacci.
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