Caterina Maniaci, per Libero, su Lydie Salvayre
- Costanza Ciminelli
- 5 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Una pagina magnifica che omaggia Sette donne (straordinarie) e la sua straordinaria autrice riconoscendo il pregio di un'operazione letteraria sui generis, una critica narrativa che va oltre la biografia, il ritratto letterario o il tributo d'autore, ispirata al magistero di autrici monumentali, ma anche alla personale esperienza che ne ha fatto Salvayre, prima come lettrice, quindi come biografa.
Emily Brontë, Colette, Virginia Woolf, Djuna Barnes, Marina Cvetaeva, Ingeborg Bachmann e Sylvia Plath: esistenze travagliate che l'angoscia non ha soffocato, perché "il male di vivere non distrugge l'opera, la trasfigura".
Lydie Salvayre, Premio Goncourt per il fortunato Non piangere, celebrata in patria ma tradotta in tutto il mondo, è pubblicata ora in Italia da Prehistorica, la casa editrice italiana specializzata in letteratura francese di alto profilo.
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