Carmelo Claudio Pistillo, per Libero, su J.-K. Huysmans
- Costanza Ciminelli
- 30 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Per Lpensiero, Pistillo apre il suo ritratto critico con le parole del polemista gentiluomo Jules Barbey d'Aurevilly il quale, ritraendo Joris-Karl Huysmans, osservava come dopo Les fleurs du mal non restasse che una delle due opzioni: il suicidio, o la fede e che (avendo lui stesso scelto la seconda, dopo una vita di sfrenato dandysmo) non gli fosse chiaro quale delle due avesse invece scelto Huysmans.
In un'epoca di frequente e non sempre tormentata dissipazione, le pagine che la raccontano ne mostrano i risvolti oscuri, i dettagli torbidi, la devastante ferocia domestica, con un gusto acceso (letterariamente parlando) per il microcosmo di bohémien e prostitute, popolato, data l'epoca, da un brulicante mondo operaio, più dedito all'alcol che alle battaglie sociali.
Marthe, storia di una prostituta, narra l'epopea degradante di una jeune fille "in fuga da una realtà cloacale", e quindi (pre)destinata a soccombere, non tanto alla propria dissolutezza, quando alla violenza di un mondo moralmente sordido, implacabile, perduto.
Il romanzo (tradotto e curato da Filippo D'Angelo che ne firma anche la postfazione), è una delle eccellenti proposte di Prehistorica Editore, progetto ambizioso di alta specializzazione, e già maturo, dedicato alla riscoperta della migliore letteratura francese di sempre.
Recensione (scansione):
Maggiori informazioni sul testo e sull'autore:
Un estratto:



Commenti