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Vito Punzi, per Avvenire, su Ludwig Tieck

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 29 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 12 apr


Prospettive critiche antitetiche sul Romanticismo (e su un suo illustre rappresentante).


In uno dei volumi della sua monumentale Storia della Letteratura Tedesca, del 1964, il germanista marxista Ladislao Mittner, parlando del poeta Ludwig Tieck (1773-1853), ritenuto dai contemporanei "romantico per eccellenza", sentenziò che lo fosse: "«soprattutto nel senso negativo», «rappresenta[ndo] in modo perfetto tutti i difetti del romanticismo»".

Di fronte a un giudizio così tranchant, Punzi osserva come sia più attendibile quello dei contemporanei del berlinese, come la storia conferma: poeti e filosofi della caratura intellettuale e artistica di Novalis, Fichte, Schlegel e Wackenroder espressero a Tieck "continui attestati di stima, anche nei momenti meno felici della sua produzione. Perfino Goethe, per quanto molto più vecchio di lui, ha riconosciuto di avere un debito importante nei suoi confronti".


Edito da Carbonio Editore, in una nuova traduzione di Paola Capriolo.


Recensione integrale qui:


Ulteriori informazioni sul romanzo e sull'autore:


 
 
 

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