Tommaso Giagni, per Avvenire, su Maylis De Kerangal e Joy Sorman
16 lug
Tempo di lettura: 1 min
"La Diga è una storia di fantasmi che cantano il dolore di vecchie ferite della Storia": così scrive Giagni, scrittore sensibile alla vita delle comunità e alla relazione con l'ambiente, già vincitore del Premio Letterario Internazionale Mondello (sezione Opera Italiana) con il romanzo La fabbrica e i ciliegi. Anche ne La Diga, romanzo avvincente e rigoroso nella ricostruzione storica, dalla scrittura elegante e mai stanca, di cui scrive per le pagine culturali di Avvenire, il tema portante è il costo del progresso, dello sfruttamento indiscriminato come "decisione umana, ragionata, politica, in un tempo che voleva correre (...) verso la modernità".
Link alla pagina (scansione):
Maggiori informazioni:



Commenti