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Ernesto D'Angelo, per BUSCADERO, su Marco Ferreri e Rafael Azcona

Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
Costanza Ciminelli
2 set
Tempo di lettura: 1 min

Nel 1973, un regista – tra più visionari e grotteschi del cinema italiano – e uno sceneggiatore danno la loro convincentissima, divertente e inquietante versione del materialismo della borghesia.

«Libro (e film) che è metafora, per nulla nascosta, della consunzione e decomposizione

di ogni certezza o valore da quel mondo ostentati come certi in quanto «acquisiti».


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