Sabrina Miglio, per CRITICA LETTERARIA, su "La Diga" di Maylis De Kerangal e Joy Sorman
Aggiornamento: 2 set
Romanzo teso, carico di inquietudine per un dramma incombente, inimmaginabile, La Diga ripercorre la tragica vicenda della costruzione del lago artificiale di Chevril, nel 1952, che sommerse l'abitato di Tignes, sacrificato all'imperativo dello sviluppo energetico, come ricorda in postfazione il curatore Luca Scarlini.
"Il contrappunto, anche temporale, che si crea tra le pagine che danno voce agli abitanti di Seyvoz, limpide, precise e descrittive, quasi tecniche nelle scelte semantiche, e l'indeterminatezza che avvolge il presente nel quale si muove Toni Motz, è tra gli aspetti più riusciti del romanzo, che trae da questa doppia scrittura una ricchezza di toni, atmosfere e visioni".
Traduzione di Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella, Prehistorica Editore.
Recensione integrale:
Maggiori informazioni:



Commenti