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Matteo Sacchi, per Il Giornale, intervista Pierre Jourde

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 1 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

La montagna dell'Alvernia raccontata da Pierre Jourde, voce letteraria tra le più autorevoli del panorama francese contemporaneo, non è solamente solitaria e austera: è un luogo sconosciuto - persino ai francesi - e oscuro ("nero" diceva Vialatte), di smarrimento, esilio e nostalgia.


Questo paesaggio aspro e duro che ha dato i natali all'autore vive, tuttavia, nelle sue pagine, con la forza ancestrale degli elementi, del vento che ne attraversa le praterie sconfinate, della pietra lavica. Un territorio contraddittorio, così come lo è, con le sue stesse parole, l'autore: accademico e contadino, artigiano della parola e rude boxeur, uno e centomila.


Colto e sofisticato romanzo intimista, Dalla montagna perduta è proposto da Prehistorica Editore, la casa editrice specializzata nella migliore letteratura francese della storia. Traduzione di Silvia Turato.


Recensione integrale:


Maggiori informazioni sul testo e sull'autore:


 
 
 

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