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Katia Ippaso, per il Venerdì, su Giorgio Manganelli

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 24 apr
  • Tempo di lettura: 1 min

Magnifica, anche perché non semplice, l'efficace sintesi proposta da Ippaso alla pregevole edizione dell'opera omnia teatrale di Giorgio Manganelli, della quale sa distillare l'essenza in brevi linee fondative, programmatiche, tributando altresì alla curatela e al saggio introduttivo di Luca Scarlini "raro rigore storico e filologico".


"“Il teatro non racconta storie, non ha inizio né fine, non vuole approvazioni. È cerimonia e artificio”. Una immagine-guida che affiora dalle ultime pagine, le più teoriche, del labirintico volume appena pubblicato da Cue Press che, per la prima volta, raccoglie

Tutto il teatro di Giorgio Manganelli." Non solo drammaturgo ma traduttore e scrittore, come si evince dalla sua idea di un “teatro da leggere”, dal rapporto conflittuale con la scena.


Qualunque sia l'approccio al suo lavoro, il lettore, promette Ippaso, "sempre proverà una vertigine al cospetto di una lingua carsica, prodigiosa, che intercetta, con sublime umorismo, il crimine familiare (Il funerale del padre) e “i pettegolezzi del

cosmo” (Perplessità celeste)".



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