Katia Ippaso, per Il Venerdì di Repubblica, su Grassi e Strehler
«Non vogliamo un teatro astratto o un teatro intimista o, peggio ancora, un teatro di poesia. Noi vogliamo un teatro che, nella storia di un’epoca, valga come il periodo blu di Picasso o la Sagra della primavera di Stravinskij». Così il giovane critico Paolo Grassi, ventenne in quel 1943 in cui la rivista Eccoci!, quindicinale dei Guf di Cremona, pubblicava i suoi articoli polemici e visionari.
Una riscoperta oggi possibile grazie al giornalista Nicola Arrigoni che ha raccolto quegli scritti in una snella ma sapiente pubblicazione che include anche le pagine sorprendenti di Giorgio Strehler, in cui il futuro maestro della scena europea vagheggia «un teatro disumano» sottratto al piatto naturalismo e alla pura mimesi.
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