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Giulia Masperi, per Pulp Magazine, su Emmanuel Venet

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 15 apr
  • Tempo di lettura: 1 min

Coglie nel segno - letterario e professionale - la pagina critica di Masperi che evidenzia un aspetto centrale del giallo di Venet, la tendenza dell'essere umano (che uno psichiatra più di chiunque altro conosce a fondo) a compensare un "bias" anche in modo fallace e distorto, pur di limitare la sofferenza, lo stress o anche soltanto la dimensione incerta del dubbio.

"Sacro fuoco non offre soluzioni, non propone giudizi, non chiude i suoi interrogativi. Al contrario, invita il lettore a sostare nell’incertezza, a confrontarsi con la complessità dell’umano e con la fragilità delle costruzioni collettive. Più che raccontare una storia, Venet mette in scena un processo: quello attraverso cui gli individui, di fronte al disordine del reale, tentano ostinatamente di dargli una forma - anche quando quella forma è inevitabilmente parziale, distorta, provvisoria".


Un romanzo sottile e colto, dalla prosa viva e penetrante, sui meccanismi della mente umana, su ciò che è disposta ad affrontare, al di là del principio del piacere.


Sacro Fuoco è pubblicato da Prehistorica Editore, con la traduzione di Alice Laverda, Postfazione a cura di Luca Bevilacqua.


Recensione integrale:


Maggiori informazioni sul testo e sull'autore:


 
 
 

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