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Domenico Gallo, per Carmilla, su "Cinema e fantascienza"

Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
Costanza Ciminelli
17 ago
Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 6 set


Domenico Nico Gallo è tra i più qualificati studiosi e osservatori di fantascienza italiani oltre che autore a sua volta. Pur non staccandosi mai dal testo di Fofi e Flores, mostra, nel suo pezzo, un amplissimo respiro offrendo anche un'inappuntabile quanto gustosa riflessione sulla Science Fiction come genere letterario e cinematografico, sui due linguaggi e sul rapporto tra fantascienza e politica. L'esito è quello dello spaccato di un'epoca quei primi Settanta in cui il testo uscì la prima volta e lui aveva vissuto.

"Io a Genova potevo contare sul Film Story di via Caffaro, ma a Torino c’era AIACE (Associazione Italiana Amici del Cinema d’Essai) che, oltre alla promozione delle proiezioni, stampava i Quaderni, opere monotematiche come Nuovo cinema italiano (1969, a cura di Paolo Gobetti), Glauber Rocha (1970, a cura di Goffredo Fofi), Jean-Luc Godard (1971, a cura di Gianni Rondolino) e Marco Ferreri (1972, a cura di Morando Morandini).I nomi degli allora giovani autori consentono di comprendere l’eccezionalità di quell’esperienza ascrivibile al fermento della diffusa cultura militante. Tra le pubblicazioni AIACE spiccava un sorprendente Cinema e fantascienza, curato da Goffredo Fofi e Marcello Flores, e pubblicato nel 1975. Lo confesso, andai a Torino a comperarlo."


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