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Luca Ricci, per tuttolibri, su Auguste de Villiers de l'Isle-Adam

  • Immagine del redattore: Costanza Ciminelli
    Costanza Ciminelli
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Praticamente un untore, letterariamente parlando: colui che "dalle retrovie della seconda categoria" ha inoculato nel secolo breve, intessuto di romanzi e lunghe narrazioni, il "veleno del racconto".

In questa prova magistrale di art pour l'art, Auguste de Villiers de l’Isle-Adam segue i due filoni, il satirico e l'amoroso, dando vita a un unicum di crudeltà e sensibilità letteraria, con lo stile voluttuoso tipicamente ottocentesco.


In questa pregevole raccolta dal titolo Racconti crudeli, la narrativa breve del maestro francese è acuta, elegante, visionaria, anzi divinatoria, come osserva il critico, capace di prevedere con lucida chiarezza l'affermazione dell'utilitarismo e della mediocrità, nuovo paradigma novecentesco, non solo borghese.


Tradotta e introdotta da Bruno Nacci, la raccolta integra il pregevole catalogo di Carbonio Editore.


Recensione integrale:


 
 
 

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