Matteo Pasini, per Sentieri Selvaggi, su Frank Baker
- Costanza Ciminelli
- 29 mar
- Tempo di lettura: 1 min
Dopo novant’anni, edizioni Cliquot porta in Italia Gli uccelli dell'inglese Frank Baker, l’opera che avrebbe ispirato (senza che tuttavia le fosse mai tributata la dovuta paternità) il successivo racconto breve di Daphne du Maurier, dal quale Hitchcock ha infine tratto nel 1963 il suo capolavoro per il cinema.
Un romanzo, un racconto, un horror avanguardista adattato per il grande schermo.
Una storia archetipica narrativamente potente, basata sull'idea (e sull'immagine) di stormi di volatili che improvvisamente, senza apparente motivo, si lanciano sulla vittima in un attacco di indiscriminata violenza, dilaniandola e scarnificandola.
Grazie a Matteo Pasini, in questo articolo per Sentieri Selvaggi scopriamo un autore ai più sconosciuto, ma che merita l'attenzione che Cliquot gli ha riservato: "penna dalla propensione al fantastico, Frank Baker (nato a Londra nel 1908) ha pubblicato quindici romanzi tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta – il più famoso è Miss Hargreaves, del 1940 – oggi in via di riscoperta. Era anche organista e, durante la Seconda Guerra Mondiale, attore teatrale. Negli ultimi anni della sua vita si è dedicato alla saggistica e alla scrittura di testi per la televisione, prima di spegnersi nel 1983".
Prefazione di Riccardo Nuziale, traduzione di Federico Cenci e Lucrezia Pei.
Recensione integrale:
https://www.sentieriselvaggi.it/gli-uccelli-di-frank-baker-laltro-romanzo-che-ha-ispirato-hitchcock/
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