IL MANIFESTO pubblica un estratto dal libro "L'alluvione di Firenze. 3-4 novembre 1966"
Da “Dalla memoria alla scelta. Imparare a vivere con il rischio” di Serena Giacomin:
«...perché investire oggi in qualcosa che potrebbe non servire domani? È una domanda apparentemente ragionevole, ma nasconde una distorsione profonda nel modo in cui valutiamo il tempo e il rischio. La logica emergenziale che ha dominato per decenni l’approccio italiano alla gestione dei disastri risponde in modo implicito ma molto chiaro a questa domanda: non investire in prevenzione e aspettare. Aspettare che l’evento accada, poi intervenire con fondi straordinari, commissari speciali, deroghe normative, risorse mobilitate nell’urgenza. È un modello che ha una sua coerenza politica – il disastro è visibile, emotivamente potente, capace di mobilitare consenso – ma è economicamente illogico e socialmente devastante. I dati lo dicono con chiarezza: ogni euro investito in prevenzione ne risparmia mediamente tra cinque e dieci in spese di emergenza e ricostruzione.»
Link all'estratto integrale (scansione):
Maggiori informazioni sul volume edito da tab nella collana “Il giorno prima”:



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