Emanuele Trevi, per la Lettura, su Joris-Karl Huysmans
- Costanza Ciminelli
- 10 gen
- Tempo di lettura: 2 min
"La sorte non perdona e Parigi condanna": il titolo di questo notevole testo critico di Emanuele Trevi anticipa due direttrici del romanzo del francese Huysmans, del quale l'incipit richiama il profilo biografico e l'eredità cospicua, dalla eloquente citazione intertestuale di Michel Houellebecq alla recente, pregevole, biografia di Agnès Michaux.
Nel romanzo Marthe, storia di una prostituta (in francese Marthe. Histoire d'une fille: Trevi nel merito annota come in francese il campo semantico di "fille" sia più ampio e sfumato di quanto suggerisca "una rigorosa specializzazione professionale") i motivi del gusto decadente incontrano l'estetica impressionista e quella naturalista, in una storia drammatica in cui il sordido, l'equivoco, l'abuso, lo smarrimento e l'amarezza che ne derivano, ma anche la suggestione dei luoghi, e l'immagine calamitosa e farsesca di Parigi sono gli elementi pulsanti "del cuore di tenebra psicologico e sociale messo a nudo spietatamente dal narratore".
Filologia, densità semantica di simboli e atmosfere, quadro storico letterario e letterarietà di un testo "governato magistralmente", sono i vettori di un discorso talmente sofisticato da suggerire l'opportunità di una trascrizione integrale. Con la raccomandazione di recuperare integralmente la pagina, ci limitiamo a riportare un breve passaggio, che sintetizza con rara densità trama, contesto e personaggi: "in questa vaporosa e languida area semantica rientrano molte forme di vita più ibride e ambigue, dai ranghi più infimi del teatro di varietà alla condizione (relativamente privilegiata) di mantenuta, passando per tutti i gironi di un inferno urbano popolato di lenoni e debosciati, intenti solo a degradare gli oggetti delle loro effimere concupiscenze".
Pubblicato in Italia da Prehistorica Editore, con traduzione, curatela e postfazione di Filippo D'Angelo.
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